LO STAMBECCO

Entra e discuti nell'affiscinante mondo degli animali di tutto il mondo e scopri tutto sugli animali da cosa mangiano a come vivono e .......


LO STAMBECCO

Messaggioda acquarius » dom nov 27, 2011 3:10 pm



Immagine

Lo stambecco delle Alpi (Capra ibex ibex L., 1758) è un bovide di medie dimensioni, caratterizzato da forme robuste e pesanti.
Notevole è il dimorfismo sessuale che rende relativamente semplice la distinzione dei sessi. I maschi adulti hanno un peso che oscilla, nel corso dell'anno, da un massimo autunnale di 100-115 kg a un minimo primaverile di 65-75 kg. Di taglia più ridotta, la femmina ha un peso compreso tra i 45 e i 65 kg. Entrambi i sessi portano corna che, nel caso dei maschi, possono raggiungere la lunghezza di 100 cm; nelle femmine le corna sono di dimensioni notevolmente più limitate, con uno sviluppo massimo di 25-30 cm. L'accrescimento delle corna, continuo nel corso degli anni, risulta massimo nei primi anni di vita (fino a 8-9 cm per anno nei maschi) per poi ridursi progressivamente con l'avanzare dell'età.
Durante l'inverno la colorazione del mantello è marrone scuro, con gli arti bruni e le parti inferiori del tronco leggermente più chiare. In primavera si manifesta l'unica muta, che porta alla completa sostituzione del folto pelo con uno più corto e chiaro, mantenuto fino all'autunno seguente, quando la crescita aggiuntiva di pelo farà assumere agli animali il tipico mantello invernale.

Il comportamento

Lo stambecco è essenzialmente una specie gregaria. I branchi, normalmente unisessuali, divengono misti quasi esclusivamente nel periodo degli amori.
Le femmine formano branchi anche consistenti dei quali fanno parte, oltre alle madri con i loro piccoli, anche femmine senza piccolo e giovani maschi sino ai due anni di età.

Dove vive

Perfettamente adattato all'orizzonte alpino e alto-alpino, lo stambecco risulta particolarmente legato agli ambienti rocciosi e alle praterie di alta quota; anche durante la stagione invernale, scende raramente all'interno dei complessi forestali, ricercando i versanti più soleggiati e con forti pendenze.
In tali aree lo stambecco si nutre prevalentemente di vegetazione erbacea ed è in grado di utilizzare alcune graminacee non appetite da altre specie di ungulati.

La riproduzione

A partire dal mese di novembre i maschi adulti iniziano a manifestare i primi segni di eccitazione sessuale, compiendo spostamenti anche di notevole entità, per congiungersi con i gruppi femminili. Durante la fase culminante del periodo degli amori, tra il 10 dicembre e il 5 gennaio, solo i maschi di rango sociale più elevato corteggiano con successo le femmine e partecipano alla riproduzione.
Dopo una gestazione di circa 24 settimane, a cavallo del mese di giugno, le femmine danno alla luce un capretto che, già poco dopo la nascita, è in grado di seguire la madre nei suoi spostamenti anche nelle zone più impervie.

I rapporti con le altre specie

E’ possibile escludere qualsiasi interazione dello stambecco con i cervidi autoctoni (cervo e capriolo) e, in generale, anche una competizione con il camoscio. Una incompatibilità tra queste specie non sussiste nei territori con habitat idonei ai due bovidi, in base alle loro esigenze ecologiche parzialmente differenti. Interazioni negative si manifestano esclusivamente in comprensori caratterizzati da fondovalle posti a quote elevate (oltre i 1700 m. s.l.m.) o da una limitata estensione delle praterie d'altitudine. Le caratteristiche ambientali del comprensorio Adamello-Brenta consentono peraltro di escludere tale ipotesi.

I rapporti con l'uomo

Lo stambecco delle Alpi trae origine da antichissime forme di capre selvatiche che, 14-17.000.000 anni fa, popolavano l'Asia centro occidentale.
Durante le ultime glaciazioni (da 700.000 a 12.000 anni fa) era diffuso in gran parte dell'Europa ma, con il ritiro dei ghiacci, rimase gradatamente isolato sui grandi massicci alpini.
Per oltre 10.000 anni la storia dello stambecco si è intrecciata con quella degli antichi abitatori delle Alpi, ma l'uomo non gli fu certo amico. Cacciato per la carne, ma soprattutto per le presunte proprietà terapeutiche attribuite a varie parti del suo corpo, lo stambecco scomparve dalla quasi totalità delle regioni alpine a partire dal XVI secolo.
Nel 1821 sopravviveva solamente un nucleo di un centinaio di capi, nelle valli più impervie del Piemonte e della Valle d'Aosta.
Protetto, nel suo ultimo rifugio, dalle prime norme di tutela emanate dai sovrani di casa Savoia e, in un secondo tempo, dall'istituzione del Parco Nazionale del Gran Paradiso, lo stambecco sta tornando, soprattutto per effetto di reintroduzioni, ad occupare parte del suo antico areale alpino.
Avatar utente
acquarius
! livello
 
Messaggi: 373
Iscritto il: lun ott 03, 2011 8:29 pm

Torna a Animali

Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 0 ospiti

SEO Search Tags

animale stambecco      animali del gran paradiso      immagini stambecco      immagini sui stambecchi      lo stambecco delle alpi      stambecco immagini      stambecco alpino      stambecco      stambecco delle alpi      

cron